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Le sofferenze sono forse una forma di guarigione…

Caro Diario
di Daniela Roccatello

donna ciclista

Oggi arriva in studio una donna di 61 anni, mi saluta con una stretta di mano fortissima, quasi una tenaglia, pantaloni attillatissimi, maglia tecnica da escursionista, capelli cortissimi, una roccia. Il ritratto della salute. Mi domandavo: “ma di quale aiuto può avere bisogno una persona così forte?!”. Ecco, si toglie scarpe e calze e si sdraia sul lettino. Mamma mia, quei piedi, che disastro !

La parte plantare completamente vuota, come se appoggiando anche solo un dito si potesse trapassarla da parte a parte, ovunque nei piedi rughe e solchi profondi, un cavismo eccessivo, che può avere una giustificazione solo per le ballerine classiche che per anni stanno sulle punte delle dita e di conseguenza deformano i piedi, ma non era il suo caso

Mentre parla respira a fatica, un’ansia che gli toglie quasi la capacità di finire una frase senza fare almeno 3 o 4 sospiri.
Mi conferma che è una sportivissima e che da sempre fa ciclismo sia in pianura che in montagna e… quindi? Che succede?

Guardando i tanti solchi e rughe che i piedi evidenziano e… altro, le chiedo se avesse mai subito cadute o traumi? E da qui si spalanca un mondo di disavventure in cui si è rotta varie parti del corpo in modo sempre più serio da quando era solo una ragazzina a pochi mesi fa.

Ma quante volte il suo corpo l’ha invitata a fermarsi, a modificare, rallentare il suo stile di vita! Prima una frattura, poi incidenti, ma niente da fare lei fa le stesse cose da sempre.

Ma si può essere dei 20, 30, 40enni a 61 anni?

La vita è cambiamento e la salute permane quando comprendiamo che dobbiamo adeguare i nostri comportamenti a secondo delle stagioni della nostra vita.

Il mio lavoro, con Giovanna, è prima di tutto di cercare di massaggiare i piedi in modo lento profondo per riempire, tonificare quelle vaste aree di prolassamento e vuoto. Tranquillizzare la mente, massaggiando tutte le dita.

Cercare di ridurre il cavismo eccessivo, lavorando i calcagni in modo di farla… atterrare meglio sulla Terra… e così facendo trasformare la sua ferrea volontà di andare, muoversi, in un modo di vivere in cui si deve dare più spazio al pensiero, alla riflessione, al guardarsi dentro e meno, molto meno fuori.

Infine insegnarle un esercizio di respirazione che l’aiuti a stare più calma, a diminuire l’ansia. L’esercizio che permette al suo torace di espandersi in modo ampio e profondo per tranquillizzare cuore e polmoni.

Ce la possiamo fare! Abbiamo appena iniziato, ma il successo oggi è stato importante perché alla fine del trattamento Giovanna dormiva profondamente e mi ha detto che avrebbe continuato per un’altra ora a stare lì… Ho pensato di creare, nel mio centro uno spazio che avrei chiamato sala risveglio abbastanza utopico… per ora.