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Difficoltà concepimento: massaggiare per la vita

di Daniela Roccatello

difficoltà concepimento

Un tocco da maestro sulla “pianta della libido”: attraverso il vasto reticolo di terminazioni nervose che esistono nel piede, infatti, si può intervenire per superare alcuni problemi legati al concepimento.

Nel nostro corpo esiste un “luogo” che, se massaggiato correttamente dal professionista serio, permette alla persona con difficoltà di concepimento di diventare naturalmente feconda. Mi riferisco ai piedi, definiti dalla saggezza antica “pianta della libido”, nel senso che, se stimolati in punti e zone specifiche, sono in grado di liberare l’apparato genitale sia maschile che femminile da blocchi mentali che possono indurre frigidità e impotenza, oltre a risolvere problemi più prettamente fisici, come quelli legati alla presenza di infiammazioni, cisti ovariche, disturbi ormonali, chiusura delle tube di Falloppio, irregolarità mestruali, che spesso sono causa di sterilità. Da questo tipo di cura sono naturalmente escluse tutte le malattie gravi e invasive nelle quali la riflessologia del piede può fare ben poca cosa, se non “calmare” il sistema nervoso, messo a dura prova da diagnosi preoccupanti.

Il calcagno è il primo osso che viene a contatto con il terreno e, in assoluto, quello che ci distingue da tutti gli altri esseri viventi, perché ci consente di assumere la postura eretta. Se non lo avessimo saremmo quadrumani e quindi cammineremmo come gli animali con la colonna vertebrale orizzontale.

Queste brevi considerazioni aiutano a comprendere quanto il calcagno abbia a che fare con la parte del nostro corpo che, più di tutte le altre, ha un rapporto stretto con tutto ciò che è più fisico, e di conseguenza riproduttivo, non diversamente dal regno vegetale e animale, a contatto con la terra.
Ecco perché, riflessologicamente, nel calcagno e nelle sue vicinanze sono racchiusi gli organi genitali.

Per esempio, molte donne presentano delle profonde fessure sui calcagni appena prima di sottoporsi a un intervento di isterectomia e, in genere, guariscono naturalmente dopo l’operazione. La forma e la dimensione del calcagno rispetto al resto del piede, danno indicazioni precise, se la persona in questione, già per nascita, per destino, è più o meno predisposta ad avere dei figli: un calcagno piccolo rispetto a tutto il resto del piede fa presupporre che le possibilità di procreazione siano quanto meno più limitate rispetto a quelle di una persona con un calcagno più grosso.

Quando si comincia a parlare di “sterilità”?

La medicina ufficiale parla di sterilità o meglio di difficoltà a concepire dopo che, passato un anno di rapporti non protetti, la coppia non è riuscita a concepire, anche nel caso si sia tenuto sotto controllo il momento dell’ovulazione.

Alcune cause abbastanza comuni di questo problema sono: l’ovulazione che è assente o comunque che non avviene tutti i mesi, la chiusura momentanea o permanente delle tube di Falloppio, il muco della cervice con un “pH” troppo acido che “uccide” gli spermatozoi, disturbi ormonali che possono bloccare l’ipofisi (la nostra centralina ormonale), la tiroide o, appunto, le ovaie che lavorano in modo insufficiente: questo per quanto riguarda la donna. L’uomo, invece, può incorrere in altre problematiche come l’infiammazione della prostata oppure la presenza di spermatozoi “troppo deboli”.

Il massaggio ai piedi: quando?

Gli esempi sopracitati sono tutte situazioni che possono trovare giovamento dalla riflessologia del piede, anche quando si parla di stati infiammatori all’interno dell’addome, anch’essi potenzialmente responsabili di un ostacolo al concepimento. Questo significa che se l’uomo o la donna soffrono di colon irritabile, stipsi, dissenteria, ecc., è possibile che questo “fuoco” si diffonda, per ragioni di vicinanza, alle ovaie, all’utero o alla prostata, portando quindi a un’infertilità, per così dire, indotta. Pertanto, in linea generale, il massaggio ai piedi può essere di grande utilità per rimuovere blocchi psico-fisici.

La premessa al massaggio

Prima di tutto il terapeuta esaminando i piedi della persona sdraiata sul lettino inizia a valutare se la causa è superficiale o profonda.
Un gonfiore circoscritto o piccole rughe nell’area riflessa dell’utero/prostata significano che la problematica è localizzata nella parte bassa del corpo, sofferenze quindi superficiali e meno difficili da risolvere.
Un gonfiore o un vuoto eccessivo che coinvolge tutto il collo del piede segnala una sofferenza più profonda nel senso che, oltre a utero/prostata coinvolge anche le tube di Falloppio, che se chiuse, non permettono agli spermatozoi di risalire fino all’ovaio per fecondare l’ovulo. Perché le tube si chiudono? Perché senza “apparente” motivo spontaneamente a volte si riaprono? Spesso rimane un mistero.
Una caviglia normale senza gonfiori o rossori indica che il blocco è ancora più profondo e in alto; il riferimento è all’ipofisi che (anatomicamente) si trova nella testa e che determina il buono o cattivo funzionamento di tutte le altre ghiandole ormonali fra cui appunto le ovaie e la prostata.
Un indurimento nell’area dell’intestino (al centro della pianta del piede) esprime una sofferenza del colon o dell’intestino tenue che diventa così un ostacolo alla riproduzione.

Si comincia a lavorare sui piedi

Il massaggio varierà a seconda di ciò che è emerso dalla lettura dei piedi di cui si è parlato prima. In linea di massima al di là del caso specifico, è necessario seguire questo schema di punti da trattare:

  1. Il calcagno nella sua totalità: “smollare” il calcagno rilassa immediatamente tutta la zona lombo/sacrale, spesso irrigidita da stati infiammatori che vivono all’interno della pancia.
  2. L’ipofisi (al centro dell’alluce).
  3. Il rene e le ghiandole surrenali appoggiate come un copricapo sui reni stessi (al centro del piede).
  4. Il colon e l’intestino tenue (tutta la pianta del piede escluso il calcagno).
  5. Le tube di Falloppio (il collo del piede).
  6. Utero e prostata (a metà strada tra il malleolo interno e il calcagno).
  7. Ovaio/testicoli (a metà strada tra il malleolo esterno e il calcagno).

Quanti trattamenti?

Tutto dipende dalla cronicità della sofferenza, dalla persona più o meno rigida sia psichicamente che fisicamente. In linea di massima ci vogliono almeno 4 incontri con cadenza settimanale fino a 3 mesi, nei casi più ostinati. Si è rilevato che in certi casi curare la coppia separatamente, ma nello stesso periodo, permette risultati più veloci; questo solo nei casi in cui non sia specificatamente imputabile solo ad uno dei due la difficoltà di concepire. Spesso le persone che arrivano dal Riflessologo/a per questo problema hanno già consultato più medici senza successo. Si è abituati ad essere considerati “l’ultima spiaggia”.

Stanchezza, disillusioni, scetticismo, tutto questo ci è noto e lo comprendiamo, ma non ci scoraggiamo mai. Personalmente, infatti, sono stata nominata “zia ad honorem” di parecchi bambini che grazie a questo lavoro ho permesso di aiutare a venire al mondo.
Il consiglio per tutti è: provate!