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Automassaggio ai piedi: un pronto intervento contro il caldo

di Daniela Roccatello

automassaggio ai piedi

Quando le città diventano un forno caldissimo e non si hanno condizionatori d’aria, sembra di vivere in una gabbia che non ha vie d’uscita. Muoversi diventa quasi impossibile anche perché l’elevato tasso di umidità toglie il respiro e si suda tantissimo.

In questa situazione un valido aiuto ci viene offerto dalla riflessologia attraverso la tecnica dell’automassaggio ai piedi.

Come si effettua l’automassaggio ai piedi

Ci si siede su una sedia, si prende in mano prima un piede, poi l’altro e con il pollice di entrambi le mani si comincia a effettuare l’automassaggio in modo lento e profondo, il punto riflesso del rene destro sotto il piede destro e sinistro sotto il piede sinistro.

L’intenzione è di riuscire a conservare, con questo movimento circolare lento e profondo, l’energia del rene che viene dispersa attraverso l’eccessiva sudorazione.

Chiudere per limitare i danni di una crisi ipotensiva che potrebbe causare anche, nei casi più gravi, uno svenimento.

I punti dei reni si trovano sotto la pianta dei piedi, nello spazio intraosseo del terzo e quarto metatarso, terzo mediale.

Qualche minuto di questa manipolazione e ci si sente subito rinfrescati, più tonici e anche il livello della pressione torna nei parametri normali.

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In caso di caldo eccessivo al mare

Il mare, il sole, la spiaggia… bellissimo, ma a volte l’eccessiva calura, mascherata da una dolce brezza, può sfociare, senza rendersene conto in tempo, nel cosiddetto “colpo di caldo”, che può provocare anche una febbre piuttosto alta.

Che fare? S.O.S. riflessologia: prima di tutto trovare un posto all’ombra dove sedersi e cominciare a massaggiarsi tutto il collo dei piedi in modo veloce e leggero, procedendo dalle caviglie verso le dita dei piedi.

Questo massaggio è fortemente drenante e permette di far scendere la temperatura, come se… la facessimo uscire dai piedi. Subito dopo si stimoleranno i punti riflessi del plesso solare, prima il piede destro e poi il sinistro, lavorando in modo circolare con il pollice in senso antiorario: questa manovra serve ad impedire un eventuale svenimento o perdita momentanea di coscienza causata sia dal caldo che dalla pressione che si è abbassata velocemente.

I punti riflessi del plesso solare si trovano sotto la pianta del piede destro e sinistro, sull’epifisi distale del terzo metatarso.

Usciti dal momento di emergenza farebbe un gran bene massaggiarsi in modo lento e superficiale tutte le dita dei piedi, sede del sistema nervoso riflesso, al fine di sentirsi rilassati.

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L’automassaggio anche per mancanza di forze in montagna

La montagna, si sa, preclude il rischio del gran caldo e dell’afa, ma a volte non si riesce bene a valutare le proprie forze, magari perché non si è sufficientemente allenati o non si è abituati all’altezza e allora il cuore comincia a battere forte forte e si respira a fatica: è il momento di sedersi all’ombra di un grande albero, togliersi scarpe e calze e massaggiarsi in modo lento e profondo tutta la pianta dei piedi fino ad arrivare alle dita, escludendole.

Questo lavoro delle mani sui piedi permetterà di riattivare al meglio tutta la circolazione del sangue al fine di quietare il cuore e sentire che i battiti tornano normali. In pratica sto parlando delle aree riflesse dell’intestino tenue che comprendono tutte le piante dei piedi escluso il calcagno e le dita. L’intestino tenue, secondo la Medicina Tradizionale Cinese è il viscere responsabile della costruzione di un sangue sano e, in parte, di un sistema immunitario forte che difende da aggressioni delle più svariate, una delle quali potrebbe essere appunto uno sforzo eccessivo in montagna.

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L’automassaggio ai piedi non è così semplice

Lo ammetto, massaggiarsi i piedi da soli non è facile. E’ necessario sedersi, piegare le gambe, prima una poi l’altra, portare i piedi alla portata delle nostre mani… Non è certo una posizione comoda, ma si sa, a mali estremi, estremi rimedi.

In conclusione posso affermare che l’automassaggio è un grandissimo aiuto come pronto intervento, quando si è soli e ci si trova in un momento di difficoltà, ma la cura può essere eseguita in modo efficace solo con l’intervento del riflessologo che massaggia la persona sofferente lasciandola sdraiata comodamente sul lettino, questa posizione è sicuramente la più giusta per stabilizzare i benefici della riflessologia anche perché, nel momento in cui ci si deve massaggiare da soli, il dover piegare le gambe, crea un sorta di “laccio emostatico” posizione che limita il reflusso del sangue e una libera circolazione dell’energia.